Segnali dal futuro e ritorno

ROBOT, COMMESSI E DISTRIBUTORI AUTOMATICI

So a cosa state pensando: ecco il solito articolo su Amazon e di come ucciderà i negozi ( a parte che ha aperto il primo Amazon Go, di cui potremmo scrivere una Trilogia seconda solo al Signore degli Anelli),ed in ogni caso, è vero che questa riflessione l’abbiamo fatta un po’ tutti: che fine faranno i negozi? Come cambierà la vendita al dettaglio?

La differenza sta nel fatto che a queste domande qualcuno ha già iniziato a darsi delle risposte: giuste o sbagliate e vincenti o meno, solo il tempo riuscirà a dircelo.

Una di queste, potrebbe essere: Robomart. Un robot su 4 Ruote, dal design futuristico (ovviamente). Cos’è? Un’ altra formula della consegna a domicilio? E no, si tratta di un vero e proprio  negozio a domicilio! In questo momento Roby (il nome l’ho inventato io ) ti porta ortofrutta e latticini: un frigorifero con le ruote insomma, che si guida da solo e ti fa scegliere direttamente dall’espositore  che ha al suo interno. Una volta prenotato  (attraverso un’applicazione), ti verrà inviato un codice che ti permetterà di sbloccare le porte del veicolo così che tu possa servirti  da solo. “Magicamente”, quando preleverai il prodotto,la macchina calcolerà il prezzo che addebiterà sulla tua carta di credito.

L’azienda che produce il nostro amico “Roby” ancora non lo commercializza, perché essendo totalmente automatico mancano  le autorizzazioni: ma poco importa, ormai il futuro è dietro l’angolo. Lo scopo sarebbe quello di noleggiarlo e questo aiuterebbe sia il cliente, che continuerebbe a fornirsi dal suo fruttivendolo di fiducia, sia i produttori che potrebbero fare a meno dei distributori, o i distributori stessi che non invierebbero più le scorte al negozio fisico, ma direttamente al cliente… o un mix di tutto ciò.

Due riflessioni: 1- Robomart, se da una parte potrebbe integrare le vendite di un negozio fisico, dall’altra toglierebbe quella “esperienza sensoriale” a cui  il cliente del nuovo millennio aspira  2- Invece di una piccola auto potrebbe essere un Van o finanche un Pullman!

Fabio Il robot

E se da una parte il futuro ci propone Roby, il presente ha già licenziato Fabio: il primo Robot commesso, ritenuto non abbastanza efficiente e sicuramente inadeguato. Sembra spaventasse i clienti (è durato una settimana), e diciamocelo pure, in questa foto che lo ritrae all’opera: fa una tristezza incredibile…il peggio del peggio dei promoter umani!

Ed ecco l’ultima notizia in fatto di automazione: Alibabà  sta creando  dei distributori automatici di automobili. L’idea è la seguente:  ogni utente  sceglie la macchina che vuole acquistare attraverso l’App di riferimento (Taobao). Si può perfino fotografarne una che passa ed andarsela a prendere! Quindi prenoti l’auto che desideri, vai al distributore automatico, la provi per 3 giorni e se non ne sei soddisfatto, la restituisci per provarne un altro modello. Lo  so che state pensando: < sì certo, macchine cinesi! >. Ebbene, niente di tutto ciò, il nostro Alibabà ha appena concluso un accordo nientepopodimeno  che con  la Ford…e non solo! WOW! Direte voi, e quelle belle concessionarie alle periferie della città? Quei  bei showroom ? Ed i rivenditori? Che fine faranno?

Non lo so, cambieranno  ,suppongo, come tutti noi: evolveranno insieme ai distributori automatici e a questo mercato tra il “digitale e l’esperienziale”. Perché è questa la parola magica legata un po’ a tutti gli scenari privati e lavorativi: EVOLVERE.

Fermiamoci un secondo: se tutto va verso l’automazione, perché un cliente dovrebbe uscire di casa o dall’ufficio ed andare in un negozio? Molti commercianti al dettaglio si lamentano della concorrenza delle grandi catene, dei cosidetti  Brand:  hanno milioni di investimenti alle spalle, professionisti del marketing, delle vendite e con i soldi a disposizione sembra che sia sempre tutto facile.

Forse è vero, ma dovranno evolversi anche loro ed in fretta. Ed in tutto questo che vantaggi avrebbe un commerciante al dettaglio? Pochi, forse, ma buoni. Eccone alcuni: il tempo, il potere decisionale ed i suoi clienti affezionati.Il fatto è, che una piccola attività è molto più veloce nell’ adattarsi al cambiamento.

Può sperimentare nuove formule: più si è piccoli più la catena di comando è corta. Si può agire “ in scioltezza ed in tempi brevi” ed attuare nuove strategie di vendita, di servizio al cliente, di automazione di parte dei sevizi (non hai bisogno di uno studio interplanetario di marketing, che poi venga sottoposto al direttore vendite e a quello  degli acquisti, e deve prendere in considerazione i costi della logistica…ecc, ecc.).

E vogliamo parlare dei propri clienti?  Una vera e propria miniera d’oro: loro sono i tuoi più grandi sponsor ! Tu li conosci personalmente uno ad uno, loro stessi possono dirti che cosa si aspettano da te e dalla tua azienda, in che direzione cambiare e cosa migliorare.

Tutto questo a patto che ci si tenga informati, che si valutino i trend del momento, che si scelgano quelli più facilmente attuabili e soprattutto che non ci si ostini a stare nel proprio orticello e a guardare i tempi che non ci sono più.

L’informazione, la comunicazione, le nuove tendenze, la partnership con altri commercianti, con le associazioni di categoria o di quartiere e finanche con il comune, possono fare la differenza. A nessuno piacerebbe vedere strade abbandonate, serrande abbassate e solo robot con cui scambiare quattro chiacchiere.

E ricordiamoci sempre che l’essere umano è ancora un animale sociale: che piaccia oppure no.

 

 

 

 

 



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